
L’Eros di Piccadilly Circus, Londra
Chi l’avrebbe mai detto: «…povero, sempre; e non è affatto delicato e bello, come per lo più si crede; bensì duro, ispido, scalzo, senza tetto; giace per terra sempre, e nulla possiede per coprirsi; riposa dormendo sotto l’aperto cielo nelle vie e presso le porte».
Bel ritratto, eh, quello di Eros fatto da Diotima nel Convito di Platone. Il fanciullo è infatti figlio di Penia, la Povertà, che va a mendicare al banchetto in onore della nascita di Venere e si fa venire la brillante idea di giacere con Poros, l’Espediente.
E ci riesce, anche perché lui è ebbro di nettare («vino ancora non ce n’era»).
Da questa coppia così bene, o male, assortita nasce il dio dell’Amore, certo il primo e il più importante dei sentimenti.
Dunque, cominciamo da lui.