
Corto e le due lune
Che i tempi volgano al bastardo, lo si capisce pure dai calendari.
Quello olandese e funzionale che stampava la farmacia sull’Appia, ottimo per le ore della domestica e i corsi e ricorsi degli integratori prescritti in abbondanza dai miei due medici principali, quest’anno non ha visto la luce.
Il calendario dell’altra farmacia era orribile, pieno di medicine e senza i santi.
Quello che mi sono procurata, appena decente, e che ora è appeso in cucina, mi sono accorta dopo tre giorni che non ha le fasi della luna.
Un calendario senza santi e senza luna volge al bastardo.
Sulla prima pagina c’è una mia nota: «La cosa più bella e singolare che abbia letto negli ultimi decenni».
Il romanzo si sviluppa nei libri 1, 2 e 3 per 1.122 pagine, compresi gli indici.
È suddiviso nelle stagioni aprile-settembre e ottobre-dicembre e racconta le vicende di un’assassina seriale e di un professore di matematica che lavora anche come ghost-writer.
Con entrambi, nonostante le differenze evidenti, non ho fatto nessuna fatica a identificarmi.
Queste sono cose che capitano solo con la letteratura e con il cinema, almeno così mi sembra.
1Q84 di Murakami Haruki narra di un mondo che è parallelo a quello in cui noi viviamo, che si riconosce per la presenza di due lune in cielo.
Per il resto, tutto sembra uguale.
Il titolo già ci dà una mano, perché in giapponese l’ideogramma della Q si legge come quello del 9, dunque, noi capiamo che c’è una data ufficiale, guarda caso quella di Orwell, e che poi ce n’è un’altra, parallela.
Si passa da un mondo all’altro, in modo quasi casuale, attraverso una scala che è una specie di via di fuga in caso di incendi o terremoti se ci si trova sulla tangenziale di Tokyo.
1Q84 è un romanzo d’amore, di cibo, di vino, di solitudine, di musica, di sesso, di denaro, di mistero, di emozioni da tenere a bada: se vi sembra che sia un romanzo di vita, ci avete preso.
Murakami Haruki è uno scrittore immenso e universale.

Murakami Haruki
Come possa un giapponese, che viene da quella cultura che è stata chiusa al resto del mondo per un sacco di tempo, essere universale, per me rimane incomprensibile.
Però lui è tale, quindi direi di non starci a rompere la testa su un rebus che non si risolve.
Corto Maltese, in una delle sue avventure, incontra anche lui due lune.
Secondo la testimonianza di un amico, Pratt si sarebbe distratto chiacchierando con lui mentre disegnava una tavola e avrebbe ecceduto in satelliti.
Quando l’ospite gli fece notare che aveva fatto una cosa strana, il maestro, di nascita riminese ma di cultura veneziana, ci rise su e si portò avanti le due lune per tutta la storia.
«La notte del 20 o 21 giugno sul Rio De La Plata si videro due lune calanti. Un caso curioso. Tutti sanno che si possono vedere due lune crescenti la notte del 13 di quel mese, ma non la notte del 20. Comunque nel giugno di quell’anno si videro molte lune» (Hugo Pratt, Tango, 1987).
Una volta ho sentito dire che nella vita di una persona ci può essere un solo animale.
Tutti gli altri non sono che la pallida eco di una prima storia.
Ho avuto una gatta molto importante.
Operata di cancro, era in convalescenza.
In quel medesimo periodo, intriso di preoccupazione e di speranza, trovai sulle scale del palazzo in cui abitavo un micetto appena nato, avvolto in una pezza e messo in una scatola da scarpe.
Le scarpe che erano state in quella scatola erano del mio numero.
Lo portai a casa, che altro avrei potuto fare.
Un cucciolo di gatto appena nato ha bisogno di un latte molto grasso e poi di essere stimolato per i suoi bisogni, ecco il motivo per cui le madri leccano di continuo i piccoli.
Lo venni a sapere dopo almeno cinque giorni: quando, per provvedere, mi sistemai sul tavolo con il cucciolo a pancia all’aria protetto da un’altra pezza, la quantità di cacca emessa dal micetto fu tale, che mi chiesi dove l’avesse tenuta nascosta.
Dopo averlo aggredito più di una volta, la mia gatta adottò il cucciolo: faceva come se lo allattasse e lo teneva pulito e con la pancia in ordine.
Il singolare ménage durò almeno due mesi.
E lì si capì che le cose non andavano.
Il gattino non riusciva a sostenere la testa, che ciondolava, e la gatta ricominciò a stare male.
Il veterinario diagnosticò una lesione al cervello per l’uno e una recrudescenza del cancro per l’altra.
(La madre naturale del cucciolo, e ancora mi chiedo come abbia fatto, aveva capito tutto prima di tutti. E il cucciolo lo aveva abbandonato. Tranne che, umanamente e a dimostrazione di come gli umani siano più stupidi degli animali, il cucciolo aveva invaso la mia vita. E, almeno così io avevo interpretato, si era venuto a portar via la mia gatta).
Furono fatti pochi e volenterosi tentativi.
Il 20 giugno furono soppressi entrambi e furono sepolti insieme.
Una luna grande e una piccola.
Se a tutto questo aggiungo che il 13 di giugno per molto tempo è stata per me una data importante, capirete perché le lune di Corto sul Rio De La Plata, tutti gli anni e in questi giorni di calendario, mi risuonano dentro.
E perché quando mi sono messa a leggere 1Q84 e ho incontrato di nuovo le due lune, prima ho pensato che fosse una persecuzione, poi un richiamo per la memoria (come se ce ne fosse stato bisogno).
Di talmente tanti racconti privati è fatta la storia di ciascuno di noi, che poi capiamo perché è così difficile capirsi.
Ancora il calendario ci dice che è arrivata l’estate e in estate parecchia scuola finisce. È così anche per noi, visto che lunedì 28 giugno si chiude la Miniserie American Beauty, che ci sta facendo conoscere artisti che completano il panorama sul quale abbiamo volato quest’anno nelle tre Stagioni (e nei trentuno Episodi) precedenti.
Ma, così come esiste una scuola estiva, che suggerisce di non perdere le buone abitudini e di approfittare della calma relativa per fare qualcosa di bello, alcuni dei nostri rami continuano a dare frutti.
Per esempio, la Newsletter.
Per esempio, i Sorbetti, di cui ho preparato i gusti fino all’op. 64 del prossimo 29 luglio e che vorrei dedicare nel mese di agosto alla grafica pubblicitaria e a quello che ci sta intorno, dalle vetrine a tutto il resto.

Armando Testa per Punt e Mes
Intanto vi offro un aperitivo, italianissimo, a firma di Armando Testa e, immagino che siate tutti d’accordo con me, capace di competere per inventiva e tecnica con l’arte, quell’altra.
State bene e seguite le fasi della luna, a ciascuna delle quali corrisponde qualcosa di diverso. E se per caso di lune in cielo ne vedete due, pensate di essere in un romanzo.
O in un’avventura del marinaio più avventuroso della storia.
* L’illustrazione di apertura, che di luna ne ha una sola ma che, sul retro della cartolina che facemmo stampare, ne ha un’altra in forma di francobollo, è di Lorenzo Rocco
** L’assistenza tecnica, buona in tutte le fasi e per tutte le stagioni del calendario, è di Virgilio Piccardi